Chi siamo

A seguito della presentazione, nel corso di un’assemblea pubblica a Bosa, della proposta della Condotte SpA, si è riunito un gruppo di cittadini che hanno espresso una forte preoccupazione sul progetto relativo alla realizzazione di un complesso golfistico-residenziale-alberghiero a Tentizzos, sulla costa Bosa-Alghero

 Il gruppo sostiene che il progetto sia in forte contrasto con le linee naturali di sviluppo che caratterizzano e contraddistinguono il territorio di Bosa.. Per questa ragione ritengono che occorra organizzare una decisa opposizione, attraverso la costituzione di un Comitato che approfondisca i numerosi limiti del progetto, indicando come le alternative risiedano nel recupero ed utilizzo razionale delle strutture immobiliari, già presenti in città, nel rafforzamento delle attività turistiche esistenti e nella proposta di nuove iniziative imprenditoriali nel rispetto delle risorse ambientali presenti nel territorio.

 Il Comitato conta sulla adesione di tutta quella ampia fascia di popolazione che è nettamente contraria alla realizzazione del progetto e si avvarrà della collaborazione di tecnici ed esperti per fornire una controinformazione puntuale e corretta sulle linee di intervento indicate.

 L’obiettivo è quello di evitare che ancora una volta una proposta di speculazione, estranea alla vocazione del territorio possa passare sulla testa della popolazione, facendo esclusivamente leva su una generica ipotesi di occupazione in un momento di forte crisi, ma di fatto realizzando un intervento speculativo la cui unica certezza è il forte profitto per la società proponente e la irrimediabile compromissione del territorio di riferimento.

80 commenti:

  1. elena saraceno14 ottobre 2012 09:42

    Sono Elena Saraceno da Torino, una dei tantisssimi torinesi che negli annni ottanta hanno acquistato le vecchie abitazioni di Sa Costa, lasciate dagli abitanti locali (e non volute dai Bosani),restaurandole con amore ed attenzione e che ogni anno ritornano, sempre e per tanto tempo e in ogni stagione, per godere la meraviglia del mare, della città ma soprattutto per Tentizzos che un giorno lontano (quando si era parlato di vendita) avevano persino sognato di acquistarlo, in cooperativa allargata, per salvarlo dalle speculazioni(c'era ancora Urgu con le sue pecore e maiali!). E' chiaro che siamo tutti preoccupati e coinvolti, anche se fisicamente lontani, perchè certi luoghi, che sono ancora rimasti miracolosamente intatti nella loro spettacolare bellezza, sono un patrimonio di tutti e tali devono rimanere , oggi, domani, sempre, perchè tutti possano ammirarli e viverli,soprattutto le generazioni che verranno. A nome dei Torinesi, teneteci informati di tutto quanto sta succedendo e cosa concretamente possiamo fare anche noi. A presto.

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    1. Lo faremo senz'altro. Grazie per il vostro sostegno.

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  2. Da turista decennale,non riesco a capire come si possa credere che nuove strutture,ma soprattutto nuovi enormi complessi turistici/residenziali,siano le carte giuste da giocare in una zona dove parte dei paesi e gran parte delle strutture alberghiere sia in forte degrado e che andrebbero recuperate prima esse,poi un giorno quando sarà colmo avrà senso costruire qualcosa di nuovo. Distruggere(perchè questa è la realtà dei fatti,dato che i cantieri si sà quando cominciano ma non quando finiscono) uno dei punti di forza della Sardegna,uno di quei posti che ve ne sono sempre meno a causa della cementificazione,sarà un grande errore,soprattutto per chi pensa in un futuro lavoro. Molto spesso non lavora mai personale del posto e la costa smeralda ne è un esempio. Perdere la naturalezza di Tentizzos e dintorni,deluderà molti turisti conquistati negli anni,con il rischio di vederne uno spopolamento...il vantaggio di avere nuovi turisti(forse!) ci sarà solo quando il cantiere sarà terminato,chissà dopo quanti anni e dopo quanti problemi,e chissà che non venga poi bloccato tutto a metà operà! In Sardegna ci sono dei problemi da risolvere,a partire dai trasporti,creare strutture alberghiere a 5 stelle,attirerà una fascia ristretta di persone,che tra l'altro dovranno arrivare prima ad alghero per poi giungere in auto fino qui;non credo sia una scelta molto sensata,poi parliamo di migliaia di metri cubi e fino adesso abbiamo visto una palazzina quasi abbandonata che neanche si capisce dove è l'accesso. Tutto questo per dire che non può essere rovinata senza un motivo valido l'Alghero-Bosa.

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  3. Complimenti per aver cancellato i commenti probabilmente da voi non graditi...e sì, ora capisco che tipo di persone siete...

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    1. nessun problema con le critiche o i commenti di segno opposto, purché siano costruttivi. Onestamente non vedo cosa ci sia di utile per il dialogo nel linkare il sito di Is Arenas o della regione. Lascia un tuo ragionamento e ne discuteremo.

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  4. Oltre al link di is arenas (dove lavorano 24 narboliesi oltre l'indotto delle attività limitrofe), utile per capire l'impatto di sicuro non negativo di tali attività sull'ambiente, ho linkato il P.U.C. di Bosa dal sito ufficiale del Comune, il P.A.I. e il P.S.F.F. dal sito della Regione, per farvi notare i vincoli che purtroppo gravano su Bosa (centro storico compreso purtroppo); inoltre ho trasmesso i link ai siti della società Condotte, giusto per far capire che se qualcuno con questa "forza" si interessa nel far crescere Bosa privilegiando il dialogo con i residenti mi pare giusto ascoltare e trovare insieme delle soluzioni che portino benefici al territorio, inteso come ambiente e come popolazione.

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    1. Sig. Antonio piras non capisco cosa siano per lei i vincoli. Il puc di Bosa sin dal '96 da' linee guida di sviluppo che sono il risultato di uno studio articolato e di scelte ben precise da seguire per il futuro. Il p.a.i e il p.s.f.f. regionali fanno altrettanto, dopo approfonditi studi atti a dar risposte e contemplando i rischi per le popolazioni derivanti da eccezionali eventi meteorologici (le cronache dei disastri annuali,anche recenti, dovrebbero farla riflettere...).
      Alfonso Campus di SalviamoTentizzosPerBosa

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    2. Sig. Alfonso Campus,
      ringraziondola per la risposta vorrei innanzitutto chiarire che il P.U.C. di Bosa, in vigore dal 1999, detta le norme e i regolamenti per l'edilizia e la zonizzazione per l'espansione edificatoria. Esso è stato promosso e portato avanti dell'amministrazione di allora supportata da tecnici ufficiali e non, che hanno scelto di destinare le zone di "Campu e' mare", "Sa Sea" e "Su seggiu", prevalentemente a destinazione alberghiero-turistica con le relative volumetrie; la stessa amministrazione ha poi approvato i piani urbanistici in dette zone.
      Per quanto riguarda il P.A.I. è utile ricordare che tale studio è stato redatto da una società dell'alta Italia per tutta la Regione su una cartografia non adatta allo studio puntuale (come meriterebbe il caso di Bosa); in tale studio, nato a seguito dei luttuosi eventi di Capoterra e Villagrande, ci si è voluti cautelare oltre ogni ragionevole buon senso, tanto da indicare nemurevoli situazioni paradossali, basti pensare che la cartografia annessa indica la zona alla base della scalinata di Cappuccini come zona a pericolosità massima, ciò significa che in tale punto è prevista una alluvione che porta un'altezza d'acqua di m 1,50 ogni 50 anni...
      Il p.s.f.f., studio analogo, finanziato sempre dalla Regione, ci descrive una situazione ancora più catastrofica e inverosimile...Bosa, a differenza di Terralba che ha prodotto degli studi propri, non è riuscita a sospendere la sua efficacia sul territorio.
      Quindi le faccio un esempio del povero padre di famiglia, gran lavoratore, che dopo una vita di sacrifici riesce finalmente a comprare un pezzo di terra dove poter fare la casa per se ed i propri figli, magari a "Santu Lò" o a "Su Seggiu", si vede approvare una lottizzazione, sta per arrivare alla convenzione e poi, anno 2005, si vede calare questo Piano Stralcio dal nulla, e gli viene detto che li, dove ha sognato per una vita di concretizzare i suoi sacrifici, non ci potrà fare più nulla...
      Tutto ciò ha aggravato l'attuale crisi nel nostro territorio, sarebbe giusto quindi discuterne e ampliare il discorso per trovare nuove strade che riportino l'economia locale almeno ad un livello dignitoso.
      Sperando di potervi essere utile la saluto.

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  5. Sarebbe inoltre utile evidenziare che la maggior parte della volumetria non grava sulle zone di "Sa Miniera" e "Tentizzos" (dove si recupera solo l'esistente).

    Inoltre è opportuno specificare che la erigenda "legge Golf" nasce come "gara" dove i Comuni, coadiuvati dai fondi privati, propongono dei progetti, e pochi (probabilmente 5 in tutta la Sardegna) verranno premiati (Alghero sta portando avanti 3 proposte...).

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    1. A Tentizzos non si recupera solo l'esistente ma, oltre a spalmare su 85 ettari di costa un campo da golf da 18 buche, si costruisce ex-novo anche l'annesso club house da 4.000 metri cubi di cemento!
      A Sa Miniera, oltre al recupero dell'esistente, si costruirebbero altri 75.000 metri cubi di cemento armato (aumentabili sino a 97.500 metri cubi) per ville e borghetti vari (se pero' vuole informarsi meglio basta guardare attentamente,magari stampare,il progetto che Condotte ha presentato in pubblico il 12/09/2012. Lo trovera' nell'archivio di questo blog: in alto a sinistra....)
      Per quanto riguarda poi il numero dei possibili campi da golf, basta RI-leggere l'ultima versione della legge sul golf e vedra' che si parla di 5, si proprio 5, circuiti che possono contenere sino a 5 campi da golf per un totale di 25 campi. Attualmente per quanto ne sappiamo ci sono gia' molte zone interessate ai
      loro possibili 97.500 metri cubi di cemento in regalo con il campo da golf...più il club house naturalmente..
      Cristina Perino di SalviamoTentizzosPerBosa

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    2. Gentilissima Sig.ra Perino,
      con il massimo del rispetto e della cortesia le vorrei far noter che il documento a cui fa riferimento può essere definito come "Progetto di larga massima", i numeri e la distribuzione della volumetria possono essere tranquillamente variati.
      Proprio a tal fine la società ha chiesto all'amministrazione di discutere con la collettività Bosana un'ipotesi progettuale di cosi ampia rilevanza, fatto quantomeno inusuale e da sfruttare per far valere le proprie idee in merito, senza dover avere prioritariamente come punto di partenza il totale diniego.
      Evidenziando che tale società detiene il totale possesso di dette aree, fatto non di poco conto, e che si sta impegnando in una progettazione che potrebbe anche non essere premiata dalla Regione, sarebbe opportuno valutare le eventuali possibilità che un Parco geominerario, collegato a dei percorsi di trekking, birdwatching e simili, potrebbe apportare alla nostra comunità.
      L'area del Grifone, maestoso rapace che ha scelto di ivi stabilirsi, necessità sicuramente di essere valorizzata, conosciuta, divulgata ai visitatori, prima che le carcasse di cui egli si nutre voracemente non diventino quelle degli abitanti delle zone limitrofe (mi perdoni per tale descrizione...).
      Chi investe sul territorio con propri fondi, cercando sicuramente il guadagno (non penso che lei paghi per lavorare...), va considerato come un'oppotunità, da guidare ed orientare per il Bene di tutti i cittadini Bosani, nessuno escluso.
      Certo di avere fornito degli utili spunti di riflessione la saluto.

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  6. Ricordo infine che il P.U.C. oltrechè il P.d.L. di "Campu 'e Mare" sono stati approvati e voluti fortemete dalla Giunta di Sinistra presente in quegli anni, che oggi purtroppo nega le proprie responsabilità non assumendosi le paternità di quello che viene da loro stessi definito ECOMOSTRO!

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  7. Come detto nelle mie osservazioni cancellate nei giorni scorsi è utile è giusto informarsi prima di dare il via ad un battaglia improduttiva che arreca solo danni, in primis a chi la porta avanti in tal modo.

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    1. Direi che un commento del tipo "informarsi prima di parlare" è un po' sgradevole perché presuppone che chi il referente non sia informato. Ti assicuro che all'interno del comitato ci sono persone preparatissime.

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  8. Ottimo, ne sono felice, allora farei correggere a tali persone preparatissime il vostro manifesto intitolato "i soliti imbrogli" poichè mi pare abbastanza fazioso e privo di fondamenta reali.
    Lungi da me l'essere sgradevole, ma per il futuro di Bosa è fondamentale parlare a ragion veduta e documenti alla mano, la propaganda mirata alla "DISINFORMAZIONE" va evitata sempre e comunque sopratutto da un comitato come il vostro.
    Sperando che qui (come in qualsiasi luogo della Nostra Cittadina) si possa avviare un discorso produttivo e di accrescimento vi saluto e resto a vostra disposizione.

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  9. Piccola nota metodologica

    Solo adesso, per problemi di accesso al blog, prendo visione delle osservazioni di questo sconosciuto, e solo ora sono in grado di rispondere, come cittadino qualsiasi, che comunque da 40 anni frequenta Bosa e ritiene, per quel po che la conosce, di poter dire la sua.

    Gentile Anonimo, “gentile” perché le diamo atto che nonostante tutto non si è lasciato andare in ingiurie e insulti come di solito fa chi si nasconde dietro una maschera, ieri con lettere anonime, oggi con le nuove frontiere del web, attraverso i blog e profili aperti con pseudonimi e nomi fittizi, che consentono al riparo da conseguenze, di canalizzare contumelie e improperi…
    Questo blog raccoglie le osservazioni di coloro che vogliono contribuire costruttivamente alla realizzazione di una reale alternativa allo sviluppo della città, con proposte e ipotesi per cui si ammettono critiche e posizioni contrarie, ma tutto all’insegna del rispetto reciproco.

    Lo strumento da lei usato per interloquire, ossia l’anonimato, non è assolutamente consono al livello di trasparenza e correttezza e dunque di rispetto, richiesti ingenere per impostare un corretto confronto.
    Ma non voglio entrare nel merito dei contenuti, almeno con un anonimo; questo perché credo che lei abbia violato una regola fondamentale e non essendo persona reale, ma virtuale, non è appassionante avviare un qualsiasi confronto con chi non si assume la responsabilità di quel che dice, mancandogli il coraggio di “metterci la faccia”,

    Per dirla tutta, considerati i contenuti delle sue osservazioni, il suo approccio non giova alla causa che difende, ma viene da pensare che possano essere scritti dalla Condotte o da qualche Amministratore comunale…che non ha il coraggio esporsi pubblicamente …

    Pertanto BENE HA FATTO chi mi ha preceduto, a cancellare i suoi post a favore di Condotte SpA o di uno sviluppo non condiviso. Di più, per il futuro propongo agli amministratori di questo Blog di cancellare gli interventi di anonimi che promuovano e sponsorizzino le posizioni di Condotte: per questo BASTA E AVANZA LA PUBBLICITA’ SUI MEDIA CON MEZZI FINANZIARI DI CUI POSSONO VANTARE AMPIA DISPONIBILITA’. Non è certo il caso lasciare che occupino anche questi spazi.

    Per quanto riguarda il merito delle sue osservazioni, la invito a trasferirsi sul profilo Facebook del Comitato (se non ha un profilo ne inventi uno, pare non abbia particolari difficoltà!) in cui reiteratamente troverà le risposte alle sue domande. Soprattutto la invitiamo a riflettere meglio su ciò che scrive: questo Comitato non è PORTATORE DI INTERESSI personali come per una parte di coloro che difendono il Progetto Condotte, ma è formato da gente comune, (e anche da qualche esperto), con la quale sia la SpA sia l’Amministrazione dovrà (e in parte lo sta facendo) confrontarsi e con cui, in un modo o nell’altro dovrà fare i conti …

    Per il futuro le consigliamo di “ritrovare la faccia” e si rassereni il Comitato è composto da persone civili e se vuole confrontarsi la invitiamo a partecipare alle riunioni che si tengono puntualmente ogni venerdi(la gente comune non frequenta i blog e FB):quì troverà una giusta e corretta accoglienza … ma solo a condizione che esca dalla sua comoda e accogliente protezione.

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  10. Gentile signor Gino,
    premesso che sul presente blog non mi risulta siano presenti i nomi e cognomi del comitato e dei numerosi tecnici aderenti, non di meno prima di permettermi di scrivere ho letto un altro commento anonimo (pro vs causa) che ho apprezzato per gli spunti che può offrire, non chiedendomi chi lo avesse scritto poichè l'informazione e le idee possono tranquillamente non avere nome se espresse nei giusti termini.
    Mi dispiace che lei non voglia entrare nel merito dei contenuti delle osservazioni che ho apportato solamente poichè non mi conosce, un blog nasce giustappunto per discutere sulle osservazioni, indipendentemente dal "codice fiscale" di chi le esprime.
    Nelle argomentazioni dei miei post non si tratta di pubblicità pro o contro come lei scrive, ma anzi di documentazioni e fatti, certi e inequivocabili, su cui sarebbe utile confrontarsi insieme.
    Dire si o no a priori su un argomento così complesso e rilevante, senza una adeguata base informativa, conduce alla strada dello scontro, inutile e dannosa per la comunità ed il territorio.
    Con le informazioni che ho evidenziato su questo blog ho cercato semplicemente di ampliare e chiarire la veduta d'insieme del momento che vive Bosa attualmente, senza alcun interesse personale se non quello di rendermi utile.
    La mia faccia è quella di tanti, il fatto che lei la conosca o meno non cambia di sicuro i fatti e le documentazioni da me scritte.
    Mi dispiace vedere che preferisca attaccare me personalmente con argomenti quantomeno superficiali invece di approfittare dell'occasione per meglio valutare le problematiche del nostro territorio e magari trovare insieme delle soluzioni...
    Lei dice che la gente comune non frequenta i blog e fb, allora mi dica, che senso ha avuto creare questo stesso blog?
    Mi farebbe piacere venire alle vostre riunioni, a me come a tanti altri che gradirebbero approfondire queste problematiche con voi.
    La saluto e le ribadisco il mio invito ad affrontare la discussione, saluto anche tutti gli altri membri del comitato, anche senza conoscere nomi e cognomi, gino vale pino o rino, e resto a vostra disposizione.

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  11. Se comunque avere il mio nome la potrebbe aiutare nel discutere finalmente di ciò che sta a cuore a tutti i Bosani mi presento:
    Antonio Piras, molto piacere!

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  12. Intanto la ringrazio per avermi dato l’opportunità di esprimere il mio (e il nostro, del Comitato) parere su alcuni aspetti del problema, sui quali credo che qualcuno in questa pagina, abbia già fornito risposte alle sue osservazioni.

    D'accordo con lei che gli spunti e le idee possono venire da qualunque parte, ma credo che chi le esprime abbia quantomeno il dovere verso chi legge, di non nascondersi. Eppoi, se le sta a cuore il futuro della città, credo che avremo occasione di conoscerci quando parteciperà come promesso alle prossime riunioni del Comitato.

    Volevo poi precisare che la mia era una “nota metodologica” e che non intendevo attaccare nessuno ma ho semplicemente "interloquito" con un Anonimo, al sig. Piras (se così veramente si chiama) ribadisco le regole alla base di qualsiasi confronto.

    Inoltre, quando parlo di “gente comune”, intendo quelle persone che non seguono ne i Blog e Facebook ma che sono raggiungibili nella loro quotidianità, e di queste persone il Comitato sta raccogliendo opinioni e posizioni e si confronta nelle riunioni che continuamente registrano la presenza “di gente comune”.

    E ancora : quando chi scrive è un soggetto che rappresenta una pluralità di persone, nel nostro caso un Comitato, non possono firmare tutte le persone, non perché si nascondano (e qualcuno qui sopra gli e ne ha dato dimostrazione), ma perché semplicemente le posizioni sono condivise da tutti e tutti sono responsabili di quanto viene pubblicato

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    1. Gentile signor Pino,
      con rammarico mi rendo conto che il suo problema non è stato risolto con la mia presentazione.
      Addirittura mette in dubbio la mia identità, cosa quantomeno antipatica visto il rispetto con cui mi sono espresso nei suoi confronti.
      Sembra voglia sviare il discorso con argomentazioni fuorvianti, creando un fumus inopportuno vista l'importanza delle problematiche che qui si vogliono affrontare.
      Dispiaciuto, la invito educatamente a prendere parte attiva nella discussione invece di occupare tempo e spazio con argomenti così poveri.

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  13. Al di là dei metodi, per entrare nel merito delle sue osservazioni, trovo che partiamo da posizioni diverse: lei ritiene che la proposta di Condotte possa portare benefici per la cittadina, e pensa possa essere “migliorata”, io invece nutro parecchi dubbi.
    Nello specifico mi sembra che questa proposta non centra assolutamente con quelle che definirei linee di “sviluppo naturale” della città, che hanno contribuito a determinare una immagine ben caratterizzata, costruita forse in modo “fortuito”, ma che comunque esiste , è reale, e rappresenta il polo di attrazione verso quei turisti che scelgono la città per le loro vacanze.
    Penso possiamo essere d’accordo nel riconoscere che queste linee naturali di sviluppo passano su alcune risorse della città rappresentate dal Castello, Centro Storico e, in buona parte, il mare e le coste, intorno alle quali sono nate cooperative culturali, società di escursionismo subacqueo e diving center, ecc e sulle quali altre persone intendono realizzare nuove attività di impresa. Queste persone pensano che l’ambiente sia effettivamente una risorsa, ma non per pochi, e non da guardare attraverso le finestre di una villa o di un residence, magari a cinque stelle o al di là di un campo da Golf, ma da “vivere” nella sua pienezza, senza recinti e comunque fruibile dall’intera collettività di residenti e turisti.
    Barattare un territorio per un pugno di occupati (per gli occupati reali del campo golf di Is Arenas suggerisco di prendere visione dei Bilanci della società) o per ottenere lavoro in subappalto per qualche impresa edile locale (perché questo farebbe la Condotte SpA che già possiede le sue maestranze specializzate) è poca cosa: sarebbe come svendere una risorsa unica e irripetibile, e dunque senza prezzo, al primo speculatore che fa tintinnare le perline colorate…

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    1. Premesso che contano i fatti e non le parole, mi potrebbe indicare chi concretamente porterebbe fondi per lo sviluppo come da lei inteso?
      Le ricordo che sul centro storico, come su buona parte della nostra cittadina, gravano dei vincoli che impediscono anche la più semplice delle ristrutturazioni o il cambio di destinazione d'uso. In particolar modo il centro storico è gravato per circa il 90% dal vincolo idrogeologico (se legge i precedenti post potrà chiarirsi meglio le idee), chi volesse fare oggi attività di albergo diffuso non potrebbe anche avendone la disponibilità ecomomica e organizzativa...chi ha fatto prima del 2005 ha avuto un buon "fiuto" e magari anche qualche aiutino....
      In ultimo mi pare difficile svendere qualcosa di cui non si detiene la proprietà; mi spiace dovermi ripetere ma forse non sono riuscito a farmi da lei ben intendere, oggi più che mai servono fatti, la bassa demagogia procura benefici solo a chi ne abusa.
      Cordialmente la saluto.

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  14. Quali le alternative: intanto effettuare una seria ricognizione delle risorse presenti nel territorio, verificarne vincoli e potenzialità e individuare le possibilità di sfruttamento e di sviluppo per ciascun settore. Ad es. in città, compreso il Centro Storico mi risulta che ci siano diverse centinaia di case invendute, se moltiplichiamo per 4 avremo forse qualche migliaio di posti letto inutilizzati (siamo in attesa di dati precisi). L’albergo Malaspina ha un tasso di occupazione delle camere che si attesta sul 30% circa della sua capacità e credo non sia diverso, a parte l’Albergo diffuso, per le altre strutture, e cosi via …
    Non sarebbe il caso, allora, di razionalizzare e valorizzare l’esistente senza aggiungere ancora posti letto che non si riesce a vendere?

    Non sarebbe il caso di pensare ad una politica di interventi organica, “di sistema”, in cui le imprese locali, di tutti i settori si uniscano per offrire il prodotto “Bosa”? che permetta di ottimizzare le presenze degli alberghi locali aumentandone il tasso di occupazione annuo, di incrementare le vendite alle imprese artigianali e per le imprese locali di servizi al turismo?

    Perché, ad esempio, non pensare si attivare quello che si chiama “Paese albergo” o , in questo caso “Centro Storico-Albergo” in cui le imprese edili locali potrebbero operare, sia per il riadattamento delle strutture esistenti, sia per la manutenzione futura, creando in questo modo decine di posti di lavoro?

    Ma per fare ciò occorre darsi degli strumenti e, il solo PUC non è sufficiente per impostare una strategia di sviluppo del territorio, occorrono strumenti di di più ampio respiro che solo un governo illuminato della città è in grado di darsi. Occorrono politiche di attrazione degli investimenti nel rispetto delle linee naturali di sviluppo del territorio, politiche di sostegno alle imprese che già operano o a quelle che intendono investire, attraverso facilitazioni in termini di localizzazione e infrastrutture per le nuove attività.

    E stiamo certi i finanziamenti e le agevolazioni, nonostante la crisi ci sono e, guarda caso, vanno proprio in questa direzione.

    Mi riferisco ai bandi che verranno pubblicati breve dall’Assessorato alla Programmazione –Bic sardegna : Progetto di Sviluppo Locale della Sardegna Centrale

    Oppure ad altri bandi europei attivi in questo momento, ma su questo apriremo un'altra parentesi.

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  15. Non parliamo poi dell’IMMAGINE della cittadina. Nel corso dell’incontro pubblico con la Condotte, lo ricorderà, l’Amministratore Delegato parlò di inesistenza di una immagine di Bosa a livello internazionale.
    Io (e non sono il solo) ritengo che la città possieda una sua immagine che ne caratterizza, come ho già detto la sua attrattività. Una immagine ancora debole forse, da rinforzare, ma è la sua immagine. La Condotte vuole rilanciare la immagine di Bosa, connotandola come “città del Golf “ e dunque contrastando con quella organica di città castello-centrostorico-mare-costa-fiume-montagna-tradizioni che ha avuto fino ad oggi . Credo che sia estremamente pericoloso delegare la promozione della città e del territorio alla Condotte, ad un imprenditore privato che la utilizza per i propri scopi e, in questo caso asservendola al suo Campo da Golf.

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  16. Queste sono alcune riflessioni, mie e del Comitato Salviamotentizzos, di cui faccio parte, che mi interesserebbe approfondire, con lei e con tutti coloro che “sono favorevoli a prescindere ” alla proposta della Condotte, perché “porta posti di lavoro”.

    La rinvio anche alla discussione sul profilo facebook, dove troverà altre risposte e osservazioni sull’argomento:

    http://www.facebook.com/groups/494445470580549/

    Noi ci stiamo sforzando di studiare anche le alternative, consapevoli che la crisi in atto, gravissima per la nostra città, debba spingerci a trovare soluzioni finanche per la ricerca di nuovi posti di lavoro.

    Questo Comitato non è soltanto un Comitato per il no, ma anche e soprattutto "a favore", a favore di uno sviluppo diverso che utilizzi le risorse in modo corretto e, se la Corte Costituzionale respingerà la legge regionale sul golf (come mi auguro) intendiamo continuare a riflettere come andare avanti, soprattutto per evitare che la Condotte o altre “Condotte” possano un domani riproporre modelli che più che arricchire finiscano col danneggiare e impoverire ancora di più il territorio.

    Saluti

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    7. paola balderacchi26 novembre 2012 22:33

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  23. Elena Saracena, lei parla facile e probabilmente ha Torino ha un lavoro sicuro e in Sardegna viene solo in vacanza non conoscendo la realtà di Bosa dove in un totale di 8000 abitanti ci sono 2500 disoccupati. Questo Master Plan di condotte è un treno che sta passando veloce per risolvere il problema della disoccupazione.
    vorrei sapere cosa ne pensi
    Un Bosano disoccupato

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    1. Ti assicuro che non c'è nessun treno chiamato Condotte e non sarà una speculazione edilizia a risolvere i nostri problemi

      te lo dice un bosano disoccupato come te

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  24. Ciao
    sono un ragazzo di Roma e di solito non scrivo commenti sui blog ma sono venuto a sapere di questo progetto e ho sentito il bisogno di aggiungere anche il mio nome a quelli che sono già contro questa schifezza.
    L'anno scorso ho fatto 1 viaggio approfondito in Sardegna, compreso Bosa e la costa ovest, e vi prego di non permettere una roba del genere...di non fare di Bosa e dintorni 1 altra Costa Paradiso (e chi conosce capirà di che rovina irrecuperabile sto parlando).
    La gente viene in Sardegna, e in particolare a Bosa, perchè soprattutto quella parte è rimasta abbastanza naturale e bella, senza megahotel dentro al mare o ville attaccate alle montagne.
    Purtroppo sono di roma e non posso partecipare attivamente alle iniziative.
    Vi prego ancora di non lasciare che praticamente l'ultimo angolo vero di Sardegna rimasto(a parte l'interno) non vi sia portato via così per 1 campo da golf!
    X chi crede ke 1 schifo del genere possa risolvere la disocupazione e quindi lascerà fare, si ritroverà senza lavoro e senza paesaggio (perdendo anche la parte di turismo che veniva a Bosa x gustarsi la Sardegna al naturale); Costa Paradiso, dove il paesaggio è stato distrutto, non è certamente una macchina da lavoro!

    Roberto

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    1. Grazie Roberto. Siamo convinti che nessun tipo di progetto possa ripagare la grande ricchezza che già abbiamo, sopratutto un progetto che si vanta di voler "riqualificare un territorio".
      Un territorio che è un ecosistema, un territorio che si chiama Macchia Mediterranea
      Un territorio che quindi è già qualificato, che nasce qualificato, che non ha bisogno di essere imbellettato nel modo che stanno proponendo. Trovo surreale l'affermazione "Vogliamo riqualificare il territorio (Macchia Mediterranea Incontaminata) costruendoci un campo da golf con le strutture autorizzate annesse". Surreale!
      Saluti Silvia

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  25. Ti ringrazio per il tuo sostegno a chi si batte contro questo tentativo di speculare sulla crisi e la fame di lavoro che c'è a Bosa.
    Noi non molleremo mai e non permetteremo che si danneggi uno dei più bei paesaggi della Sardegna.

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  27. Gianni Nassetti25 luglio 2013 11:00

    Ma la Sardegna non era povera d'acqua? Vi faccio notare che un campo da golf consuma una quantità enorme d'acqua (e pesticidi) per innaffiare i pratini verdi.
    Gli amministratori si sono posti questo problema?
    Saluti
    Gianni Nassetti

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  28. Gianni Nassetti26 luglio 2013 11:26

    Mi riallaccio al messaggio precedente per farvi notare che quella dell'acqua non è una questione di poco conto. In una regione in cui l'acqua è un bene prezioso, l'enorme prelievo dei campi da golf potrebbe far mancare l'acqua al paese, oppure far diventare l'acqua salmastra (l'abbassamento della falda può provocare afflusso dal mare). Fossi in voi, avvertirei subito per iscritto l'amministrazione comunale che saranno ritenuti legalmente responsabili per il peggioramento o l'interruzione di pubblico servizio, e saranno chiamati a risarcire di tasca loro.

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